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Prof. Romeo Ciminello: “In Italia non ci sono state liberalizzazioni ma privatizzazioni, un furto legalizzato alle spalle dei cittadini contribuenti e consumatori”

Si penserebbe che se lo Stato spreca nella erogazione del servizio, l’attenta gestione di un’impresa che eroga lo stesso servizio o anche solo una parte di esso, sia di incentivo a migliorare il risultato.

Invece tutte le privatizzazioni finora effettuate sono state in primo luogo una dismissione delle ricche proprietà dello Stato, “regalate” agli amici dei politici che le hanno promosse, con una lenta e progressiva diminuzione della qualità del servizi e una doppia imposizione in termini di costi “liberalizzati”di fruizione e di aumento di imposte, tasse e contributi a tutti i livelli: Stato, Regione, Provincia, Comune, ecc.

La libera concorrenza capace di mitigare i prezzi è solo un’illusione. 

E il libero mercato non esiste se non nella percezione teorica degli economisti. E’ solo una scusa per creare monopoli nascosti oppure oligopoli.

 Il mondo della distribuzione dell’energia, che si tratti di gas, energia elettrica o petrolio non fa alcuna differenza. Ognuna delle società distributrici cerca di sfruttare al massimo gli spazi di commercializzazione esistenti per trarre, nell’ambito compiacente del capitalismo di sottrazione, il proprio maggior profitto.

Queste Società non hanno il minimo rispetto del proprio utente.

Una volta c’erano le sette sorelle del petrolio, ma la benzina aveva lo stesso prezzo dappertutto, così com eil gas e per l’energia elettrica.

 

Oggi, invece di calmierare i prezzi, si evita ai concorrenti il gioco al massacro dei ribassi, consentendo a tutti di ottenere il massimo profitto possibile in regime di “pretesa” concorrenza.

A farne le spese è sempre il consumatore. 

La mancanza di trasparenza da un lato e l’ignavia del consumatore dall’altro fanno sì che le tasche dei distributori si rimpinguino.

Salvo poi pagare, se proprio necessario, il risarcimento per qualche “giusto reclamo” intentato dal consumatore che, rendendosi conto della situazione di “turlupinaggio pseudo-legalizzato”, si ribella all’andazzo.

Ma i reclami, soprattutto per la fatica che comportano, sono sempre troppo pochi per indebolire i privilegi delle società distributrici di energia.

Ah! La politica per tutelare i consumatori ha creato “il garante”!

Si certo! Un altro “garante” come Banca d’Italia e Consob: tutte strutture che stornano un sacco di soldi dalla collettività, per mantenersi, a fronte di nessun servizio. 

 

Insomma, non stiamo più zitti, quando qualcuno ancora recita il mantra del vantaggio di privatizzare!

risparmio e bollette

 

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