Obiettivo efficienza energetica

Obiettivo efficienza energetica

Vuoi conoscere uno (1) obiettivo (im)posto dalla UE di natura, stranamente, positiva, che l’Italia sta raggiungendo senza problemi?

Ebbene si. Ce n’è uno!

Si tratta del 27% di abbattimento dei consumi energetici entro il 2030.

In realtà per via di veti incrociati questa percentuale è molto bassa e quindi facilmente raggiungibile.

Ed è raggiungibile anche in uno scenario business-as-usual, ovvero continuando a fare quello che abbiamo sempre fatto e senza sforzarci di risparmiare energia.

Se poi pensiamo che il PIL italiano dal 2009 a oggi è sceso di circa il 7% (invece di salire come tutti gli Stati della Terra fuori dell’euro), e che tantissime aziende hanno chiuso o lavorano a ritmi ridotti, consumando quindi molta meno energia di prima, potete immaginare quanto ancora più raggiungibile è diventato questo obiettivo.

(Ti volevo vedere rispettare quest’obiettivo, pur basso, con il PIL in crescita!).

E l’Italia comunque raggiungerebbe quest’obiettivo con il semplice progresso tecnologico e soprattutto, come appena visto, con la crisi ormai strutturale che ha tagliato i consumi energetici.

Quindi l’obiettivo del 27% non è affatto uno stimolo alla transizione energetica, visto che anziché guidare il cambiamento del sistema in corso si limita a prenderne atto, e anzi lo limita.

Oltretutto è un obiettivo valido solo a livello comunitario, e senza penali.

E quindi, per non far raggiungere troppo presto quest’obiettivo, ecco pronte in Italia: 

  • Nuove tasse per l’autoproduzione da rinnovabili
  • Più tasse per il dispacciamento per la non programmabilità delle energie pulite

Quando invece si dovrebbero effettuare provvedimenti a costo zero per far ripartire, per esempio, le installazioni di fotovoltaico quali

  • La semplificazione delle procedure
  • La possibilità di vendere direttamente l’energia prodotta, per esempio per i condomìni.

Dicevamo che la percentuale del 27% è stata tenuta bassissima per via di veti incrociati di alcuni stati della UE, che hanno fatto di tutto per tenere basso quest’obiettivo.

Come per esempio la Polonia.

E qui c’è un’interessante riflessione da fare: la Polonia (come gli altri paesi dell’est Europa) ha ricevuto solo vantaggi dalla permanenza nell’Unione Europea (mentre l’Italia, una a caso, è stata solo svantaggiata). Ne cito solo tre:

    1. ha ricevuto una quantità enorme di fondi europei, che fra le varie ha permesso una massiccia delocalizzazione di molte industrie italiane. Ovvero noi Italiani abbiamo finanziato i fondi europei che hanno permesso a tante nostre aziende di delocalizzare e di conseguenza impoverire l’Italia
    2. i prodotti che arrivano dalla Polonia non devono pagare dazi, stando appunto all’interno della UE
    3. ha mantenuto la propria moneta anziché entrare nel sistema di cambi fissi che ingabbia l’Italia. E questo le ha permesso di svalutare negli scorsi anni, durante la crisi, e quindi di crescere e di fare ancora maggior concorrenza all’Italia.  Oltre che non dover finanziare a perdere il fondo salva stati!

    Il tutto con una struttura industriale obsoleta, che non vogliono al momento rinnovare, anche per migliorare le performance di risparmi energetici, che per ora a loro vanno bene così. Ecco perché ostacola l’approvazione di obiettivi di risparmio energetico più stringenti.

    Cosa vuol dire tutto ciò? Che potremmo fare molto di più, se solo avessimo una classe dirigente interessata a farci risparmiare energia, e non invece subordinata

  • agli interessi di nazioni, che hanno interessi contrapposti ai nostri come la Polonia..

  • alle lobbies del fossile.  

    Di questi e di altri falsi miti ne parlo nell’ebook, che puoi scaricare gratuitamente su.–

     

 

 

obiettivo efficienza energetica

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