I nemici dell'Efficienza Energetica

I nemici dell’Efficienza Energetica

Sono stanco di bugie e di esagerazioni quando si parla di energia.

Soprattutto in un paese come il nostro, senza riserve di combustibili fossili.

E nel quale la cultura del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente dovrebbe perciò essere massima.

E dove invece un settore come il risparmio energetico, che rappresenta ‘matematicamente’ il futuro, non viene preso in considerazione. Dico matematicamente, perché qualsiasi altra fonte è destinata ad esaurirsi, a salire di prezzo man mano che viene consumata e a degradare il territorio in fase di estrazione.

Sono stanco dei Mass Media, in cui imperversa gentaglia come Franco Battaglia (wow! Che rima!).

Ma perché invece di occuparsi di energia non scrivono libri di fantasia? (Altra rima!).

Sono stanco che avvenimenti climatici drammatici come i mesi bollenti di luglio 2015, e poi novembre e dicembre 2015, e ancora gennaio 2016 non siano da alcuno presi in considerazione.

Sono stanco di sussidi economici per favorire il capacity payment. Ovvero per remunerare la produzione di energia da combustibili fossili, per sussidiare gli inceneritori ecc.

Sono stanco delle banche che finanziano gli immobiliaristi amici dei politici, dando loro miliardi di euro (Banca Etruria e c. docent), che di solito non vengono restituiti, a causa del progressivo scoppio della bolla immobiliare e per l’abitudine di tenersi i soli. Tanto poi le banche pareggiano i conti con i soldi dei risparmiatori grazie al Bail In. Ovvero le banche in tutti questi anni hanno finanziato un’attività vecchia, senza valore aggiunto e che necessita generalmente di manodopera poco qualificata e spesso straniera (ovvero accatastare mattoni) come le costruzioni, anziché favorire attività innovative che utilizzano lavoro qualificato e soprattutto italiano (ingegneri, informatici, ricercatori, architetti…), come l’efficienza energetica.

Sono stanco di “riforme” che gridano vendetta come quella della bolletta elettricache va esattamente in direzione opposta all’efficienza energetica. 

Sono stanco di non poter recuperare energeticamente immobili antichi perché sono un’intoccabile opera d’arte, mentre le bellezze architettoniche vere languono per incuria e cronica mancanza di soldi.

Sono stanco di vedere la politica degli incentivi che cambia in maniera surrettiziaPerché qui non si discute sull’opportunità o meno di tassare il teorico plus valore di un fabbricato, ma lo si deve sapere prima di effettuarvi delle migliorìe! Non è tollerabile dire, dopo che si è intrapresa e conclusa un’attività, che su tale investimento vengono applicate tasse, non esistenti al momento del business plan e/o vengono interrotti gli incentinvi che pure erano stati pianificati. E per infierire arriva la campagna denigratoria dei masse media contro tali incentivi e contro chi ne ha usufruito. Ma…i diritti acquistiti? Valgono solo per i vitalizi dei parlamentari?

Sono stanco che l’autoproduzione venga boicottata. E poi abbiamo paesi del “terzo mondo” come Nicaragua e Costarica, che producono ormai totalmente da rinnovabili.

Sono stanco di vedere la distribuzione di un bene primario come l’energia  pensata solo per fare cassa e per protezionismi vari. In italia è regolarmente più semplice fare come hanno sempre fatto, tassare sempre i soliti e rigirare i soldi alle cordate di riferimento.

Sarà una battaglia: con il calo dei costi del fotovoltaico (e di altre tecnologie) e con i progressi tecnologici in ambito accumulo energia,  i consumatori potrebbero comunque preferire in numero sempre maggiore staccarsi dalla rete pubblica.

Sono stanco di una classe dirigente cha ha un orizzontale temporale sempre brevissimo. Lo stesso orizzonte temporale dei finanzieri: puntare sul breve periodo per avere subito i guadagni, e lasciare le perdite a chi arriva dopo.

Il 2 gennaio del 2015 Renzi annunciò il Green Act. Invece in 20 mesi abbiamo ottenuto: 

1) tagli (indiscriminati) e senza tanti criteri a tutte le rinnovabili. Tranne salvare le solite lobby. Per cui si trovano generosi incentivi, come quelli per la conversione degli ex-zuccherifici.

2) Incentivi per gli inceneritori più alti di quelli previsti per vere rinnovabili quali eolico e biogas.

3) 9 (nove) nuovi inceneritori previsti sulla base di calcoli di fabbisogno che sembrano fatti negli anni ’90. Alla faccia dell’economia circolare!

4) l’Autorità delibera una riforma delle tariffe, spostando gli oneri dalla parte variabile a quella fissa, di fatto scoraggia l’autoconsumo.

5) Il fotovoltaico non solo non ha più incentivi, ma se ne scoraggia anche l’impiego in autoconsumo. Non è quindi comprensibile come si possa pensare di raggiungere gli obiettivi dichiarati a Parigi che necessariamente richiedono un aumento di ricorso alle rinnovabili.

6) Depotenziamento dei certificati bianchi (ci stanno provando).

7) Proroga degli incentivi per i  vecchi impianti a biomasse (ampiamente ammortizzati). Così diminuiranno ancor più le somme che dovrebbero essere destinate alle “vere” rinnovabili. 

E così non si fanno le cose efficaci per la risoluzione di problemi o per lo sviluppo stesso del paese ma si fanno le cose che servono a spartire moneta, anche se sono inutili e/o sono addirittura un danno.

Chi sa che in bolletta paghiamo non solo incentivi alle rinnovabili, ma anche incentivi all’energia prodotta da combustibili fossili e assimiliate? ovvero agli inceneritori ecc.?

Così i Mass Media continuano a dire che gli incentivi alle rinnovabili ci costano più di 10 miliardi l’anno in bolletta, senza precisare che all’interno di questi sono compresi anche, solo per fare un esempio, gli incentivi agli inceneritori, e non conteggiano mai nel calcolo dei costi dell’energia da fonti fossili quelli nascosti: i danni all’ambiente e alla salute, le guerre ecc.? Costi che, se calcolati, renderebbero le fonti fossili ancora meno competitive delle rinnovabili.

 

I Nemici dell'efficienza energetica

I Nemici dell’efficienza energetica

 

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