Sempre nell’ottica di guadagnare migliaia di euro ogni anno con attività di efficientamento energetico, avevamo visto in uno scorso post quanto è importante verificare le proprie bollette.

Peccato che

  • – la mancanza di tempo, presi come siamo da attività sempre più urgenti e
  • – le difficoltà nel comprendere le bollette (sia della parte termica che della parte elettrica)

non ci facciano generalmente venire in mente di analizzarle.

Tanto più che, anche se lo facciamo, data la complessità delle medesime, spesso fatichiamo a capire se qualcosa non quadra.

Eppure quest’analisi dovrebbe essere una priorità (visto che il costo dell’energia in Italia è quasi il più alto in Europa) e ci permetterebbe nel caso di ridiscutere con i fornitori così da ottenere – se dovuti – sconti, rimodulazioni delle tariffe e variazioni di contratto.

(Per inciso nel report 1 della collana di report disponibili sul mio sito puoi approfondire il misterioso mondo delle bollette, e come è appunto possibile risparmiare – e quindi guadagnare – con la loro analisi).

Entriamo in dettaglio con il case history molto interessante di una bolletta gonfiata.

Visto che ha portato a un consistente guadagno con un investimento a costo zero.

 Lo strano caso della bolletta gonfiata.

Ecco quindi la storia di un supermercato mio cliente, che riceveva bollette che sembravano troppo alte rispetto ai consumi.

A un certo punto il titolare, stufo e stanco, si rivolge alla mia azienda.

E cosa scopriamo insieme? Che aveva accumulato negli anni un credito di 20.107 euro nei confronti del fornitore che all’inizio del loro rapporto di collaborazione aveva “sovrastimato” i consumi. Sì, hai capito bene: oltre 20.000 euro!

la bolletta gonfiata

la bolletta gonfiata

 

Leggendo questo caso, ti stai probabilmente chiedendo: “Va beh, che problema c’è? Gli avrebbero comunque  restituito i soldi”. Beh, tecnicamente sì. A patto che tu tenga ben presente queste tre considerazioni:

  • L’azienda fornitrice potrebbe fallire. E in tal caso è meglio non avere crediti con una controparte in fallimento;
  • Potresti voler cambiare il fornitore di energia. E allora sai che fatica, sempre che tu ti sia accorto di questo credito, per fartelo restituire dall’azienda che stai per lasciare;
  • Non è comunque meglio avere 20.000 euro a disposizione, anziché riceverli (sempre che non si manifestino i due problemi sopra indicati) dopo magari qualche anno?
risparmiare migliaia di euro l'anno

la bolletta gonfiata

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