riforma della bolletta elettrica

riforma della bolletta elettrica

Abbiamo visto nello scorso post come il governo sta promulgando una riforma apparentemente inspiegabile, che svantaggia i poveri e chi risparmia energia, e favorisce i ricchi e chi consuma di più. 

In realtà è una riforma spiegabilissima, se sappiamo che è stata scritta dalle lobbies del fossile e della distribuzione dell’energia.

Nello scorso post abbiamo visto quali danni causerà.

Ora invece analizziamo i quattro motivi (alibi) principali per i quali ci dicono che questa riforma è necessaria.

  1. Semplificare e rendere più trasparente la bolletta.

Questa motivazione è “divertente”.

Come se non si potessero rendere più leggibili e trasparenti le bollette, senza stravolgere tutto. (Spero poi di essere smentito. Ma forse la prossima bolletta conterrà solo 3 o 4 voci, leggibili si, ma per nulla trasparenti).

 

     2.  Sostenere la diffusione di consumi efficienti oggi penalizzati da costi eccessivi come ad esempio pompe di calore, auto elettriche e piastre a induzione.

Verissimo! Questi apparecchi sono ben più efficienti rispetto a caldaie, auto e piastre tradizionali. 

Peccato che siano tecnologie costose che, soprattutto con la crisi e con il futuro fosco che ci attende, solo pochi possono permettersi.

Visto che una macchina elettrica decente costa circa ventimila euro. Un sistema di pompe di calore per un appartamento – a sostituzione della caldaia – si aggira sui 3-4 mila euro.

Eppure ci sono tanti modi di incentivare le pompe di calore e altro, senza far pagare di più chi cerca di risparmiare energia, se davvero si ha a cuore l’efficientamento del sistema.

     3. Spostare gli oneri di rete e di sistema dalla parte variabile della bolletta alla parte fissa. 

Sempre al fine di “agevolare la transizione verso uno sfruttamento via via maggiore del vettore elettrico“. Così dicono.

Proviamo a decifrare cosa vuol dire veramente.

I grandi gruppi di produzione di energia, Sorgenia ecc., hanno sbagliato nel tempo gli investimenti, in particolare non prevedendo l’arrivo della crisi che ha ridotto i consumi, costruendo più centrali (alimentate ahinoi da combustibili fossili) di quelle necessarie.

La novità è che le scelte errate, ovvero il rischio d’impresa, non le pagano questi (im)prenditori poco accorti, ma il loro costo viene scaricato sui consumatori, che pagheranno direttamente di più nella parte fissa della bolletta. Facendo un paragone ipotetico, è come se i banchieri di alcune banche popolari italiane avessero operato in modo sbagliato (tipo prestare milioni di euro ad amici che non li hanno più restituiti), e che poi a pagare fossero i piccoli obbligazionisti delle stesse banche con l’intera somma prestata alle banche medesime (eheheh!).

In altre parole i guadagni di produttori e distributori di elettricità vengono stabilizzati e messi al riparo dal calo dei prelievi dal sistema elettrico dovuto ai prosumer, ovvero gli utenti che producono in casa una parte dell’energia consumata. 

 

         4) Favorire il consumo di energia da rinnovabili, che tipicamente è elettrica. Così da sostituire altri vettori energetici (gas, gpl o altro) per loro natura molto meno rinnovabili, portando quindi a uno sviluppo appunto delle fonti di energia rinnovabile.

Questa è la scusa più paradossale!

Visto che contemporaneamente il governo blocca lo sviluppo delle rinnovabili in tutti i modi, sempre a favore del consumo di energia da combustibili fossili.

Come se i rischi geopolitici ovvero il dipendere da altre nazioni per l’approvvigionamento di energia, la tutela dell’ambiente e della salute ecc. non fossero dei problemi a carico della collettività.

Insomma questa riforma sarà iniqua ed elitaria (Le riforme che vogliono gli Italiani).

Danno infatti per scontato che chi consuma di più potrà permettersi di spendere (decine di) migliaia di euro per “rinnovare” la propria dotazione di elettrodomestici/parco auto. 

Ovviamente se lo potranno permettere solo cittadini ricchi, che si faranno l’impianto con pompe di calore ecc, e che quindi andranno paradossalmente a pagare l’energia – in proporzione – meno di una famiglia povera, che magari vive con riscaldamento centralizzato (costoso e inefficiente) in un condominio di periferia.

O peggio avremo cittadini ricchi che se ne fregano di acquistare pompe di calore e auto elettrica (meglio il SUV), ma che non saranno più penalizzati per gli sprechi di energia che causano. Visto che la riforma non premia solamente i maggiori consumi che derivano dall’uso di tecnologie efficienti (pompe di calore…), ma premia maggiori consumi in assoluto.

Ah! Dicono ancora che saranno avvantaggiate le famiglie numerose. E io vorrei sapere quanto sono in proporzione alle altre attualmente – nel paese a crescita sotto zero – le famiglie numerose.

Concludendo, con i soldi presi dalle famiglie, oltre alle lobbies della produzione e della distribuzione dell’energia (e oltre naturalmente alle aziende che producono pompe di calore ecc., ma questo almeno aiuta l’ambiente) , ci guadagnerà naturalmente lo stato, che vedrà aumentare i propri introiti in modo automatico grazie a maggiori consumi.

E la lezione da trarre sarà che chi consuma poco non aiuta i produttori e lo Stato. Quindi: diamogli una bella lezione. Così impara a consumare di più!

 

 

obiettivo efficienza energetica

riforma della bolletta elettrica

Commenta da Facebook