efficientamento energetico e sovradimensionamento

efficientamento energetico e sovradimensionamento

Dopo aver visto cos’è l’efficienza energetica, ovvero che la stessa unità di prodotto può venir realizzata con minor consumo di energia, dobbiamo sapere che esiste anche il contrario: ovvero il sovradimensionamento. Ovvero come essere sufficientemente stupidi da investire più risorse per ottenere lo stesso prodotto.

Siamo passati da un’epoca di scarsità a una di sovrabbondanza, in cui tutto è sovradimensionato. Questo avviene soprattutto in Italia, un paese senza materie prime, e dove quindi l’efficienza dovrebbe essere sempre massima.

E invece abbiamo overcapacity praticamente dappertutto.

  • Condomini nelle grandi città super riscaldati
  • Potenze installate sia per l’energia elettrica che per il riscaldamento generalmente sovradimensionate 
  • Palazzi pubblici strariscaldati e strailluminati senza necessità
  • Piccoli aeroporti sparsi in tantissime province e inutilizzate
  • Tre telegiornali nazionali che (non) dicono tutti le stesse cose.
  • Grandi centrali per la produzione di energia con una buona parte dell’energia prodotta che viene dispersa, invece di piccole centrali sul territorio, con dimensioni parametrate ai consumi effettivi sul territorio.
  • Un megaincontro a Parigi, la COP 21, con 50.000 invitati, venuti da tutto il mondo con costosi viaggi aerei, per ottenere risultati risibili sul contrasto al cambiamento climatico.
  • E poi c’è il massimo del sovradimensionamento: le grandi opere.

A cominciare dalla costruzione di una linea veloce per i treni merci che buca 50 chilometri di montagna (il famigerato TAV, del tutto inutile, visto che affianca un’altra linea già di per sé sottodimensionata e che il traffico delle merci fra Italia e Francia è in flessione strutturale, ).

Le grandi opere sono regolarmente grossi  investimenti che rimangono bloccati nel tempo, quindi non adattabili a eventuali mutate esigenze e costosi da manutenere.

A questo proposito vediamo le differenze tra fare interventi – per esempio – in efficienza energetica e fare grandi opere.

Interventi in grandi opere:

  • raramente c’è innovazione
  • sono commesse così grandi che partecipano sempre gli stessi pochi fornitori con i requisiti richiesti, i quali si conoscono e si scambiano i favori
  • sono concentrate in pochi territori. 
  • gli investimenti iniziali non solo non vengono mai ammortizzati, ma i rispettivi interessi passivi erodono negli anni anche il capitale sociale, che nel caso di investimenti pubblici è debito pubblico che cresce, a fronte di benefici praticamente nulli per la collettività
  • necessità di scarsa manodopera. (Anche se i mass media ci dicono il contrario), e spesso poco  qualificata. Basti pensare per esempio a un tunnel o a un viadotto: sicuramente ci lavorano progettisti qualificati, ma per il resto c’è bisogno soprattutto di macchinari giganteschi.

Altro che grandi opere creatrici di lavoro!

 

Interventi in efficienza energetica:

  • è necessaria molta forza lavoro quasi sempre qualificata
  • sono spesso innovativi
  • investire sui quali permette di ottenere risparmi, che superano matematicamente gli investimenti, in tempi più o meno rapidi a seconda della situazione di partenza e delle tecnologie applicate.
  • difficilmente soggetti a una gara unica, per quanto i politici vorrebbero lottizzare – nel senso di preparare lotti di gara giganteschi ad uso e consumo dei soliti noti – anche gli interventi di efficienza energetica). Infatti le opere di efficienza energetica sono per loro natura pervasive sul territorio e sono di importi relativamente modesti. E proprio perché tali opere rischiano di essere molte e sparse sul territorio, non sono controllabili dal potere centrale (e questo li fa andare ai matti).

 

Ma perché si ostinano a fare grandi opere; e soprattutto a sovradimensionare tutto in genere?

Ecco le risposte che mi sono dato:

  1. poche grandi opere sono controllabili
  2. sono le vie più semplici per premiare interessi
  3. è facile e redditizio tassare sempre le stesse cose e gli stessi cittadini, e devolvere parte del ricavato a persone e società di fiducia, che possono a loro volta remunerare in maniera confidente chi li fa lavorare.

Corollario al punto 3: non rimettere in discussione questo stato di cose, cosa che farebbero gli interventi in efficienza energetica, i quali permetterebbero ad altri attori, più efficienti, di entrare in gioco e di estromettere quelli più inefficienti ma legati al potere.

efficientamento energetico e sovradimensionamento

efficientamento energetico e sovradimensionamento

Commenta da Facebook