efficienza energetica e COP 21

efficienza energetica e COP 21

 

Il novembre e dicembre 2015 e ora il gennaio 2016, e probabilmente anche il febbraio 2016, praticamente più caldi di sempre.

Dopo un luglio 2015 bollente.

Dopo il 2014 che è stato l’anno più caldo mai registrato.

E dopo che ormai non piove più in quelli che dovrebbero essere i mesi più piovosi.

Eppure tutto questo sembra non interessi a nessuno.

E più il tempo passa, più il coefficiente di rischio aumenta, e più bisognerebbe investire in rinnovabili e in efficienza energetica.

A Parigi, alla COP 21, Renzi e Galletti si sono sperticati in lodi sul misero accordo di contenimento dell’aumento della temperatura di 1,5 gradi.

Poi, appena tornati a casa, eccoli firmare decreti che

  • autorizzano trivellazioni per mare e per terra
  • autorizzano 12 nuovi inceneritori, ovvero uno schiaffo al riciclo
  • ostacolano allo stesso tempo la produzione da rinnovabili.

E Realacci il noto “ambientalista” e presidente della commissione ambiente alla Camera, intervistato nei TG della sera, che afferma l’importanza delle rinnovabili, e che poi vota tutte le norme contro le rinnovabili, che gli passa il governo.

Insomma, un disastro in un Paese privo di qualsiasi strategia energetica che non sia quella di accompagnare la politica estera dell’Eni.

Ma pensiamo veramente che le classi dirigenti che ci hanno portato al disastro, vogliano risolvere il problema?

Siamo su un aereo che precipita, e il pilota ci dice di non preoccuparsi e di adattarsi alla catastrofe imminente.

Ovvero ciò che ci dicono le nostre classi dirigenti in merito alla castastrofe ambientale che sta arrivando.

Come si può mitigare una catastrofe? Come si può negoziare? Visto che le lobbies erano presenti in forze a Parigi, ad accertarsi che non venissero prese decisioni ostili.

Tanto i danni non li pagano le multinazionali, ma i cittadini/contribuenti. Talvolta anche con la vita (frane, alluvioni, distruzione di raccolti nel terzo mondo…), e tutti noi li paghiamo con danni alla salute.

Anche la Cop21 (come Kyoto prima) alla quale hanno preso parte 50.000 delegati, con relativi superinquinanti viaggi in aereo ecc. sarà l’ennesima e gigantesca foglia di fico, per camuffare di belle intenzioni l’incapacità e la negligenza di agire veramente sul “cuore del problema”.

Perché dico questo?

Perché Basta vedere l’aumento dei limiti delle emissioni delle auto, per favorire Volkswangen e c., deciso dalla UE subito dopo la Cop21, per capire che non vogliono cambiare il modello.

E per finire una riflessione: chi dice che dobbiamo sempre correre e consumare ?

Non sarebbe meglio preservare?

Purtroppo la parola consumo è la più appropriata per definire il processo di distruzione che abbiamo attivato con la crescita infinita in un mondo dalle risorse finite.

 

efficienza energetica e COP 21

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