efficienza energetica e bolla immobiliare

efficienza energetica e bolla immobiliare

Cosa c’entrano Efficienza Energetica e bolla immobiliare?

Analizzando la correlazione fra il concetto di efficienza energetica e altri argomenti, ci accorgiamo che non facciamo altro che contare un’infinita serie di errori di politica economica, monetaria e industriale pervicacemente commessi dalla nostra classe dirigente.

Svisceriamo oggi un altro errore estremamente grave, ovvero avere permesso che in Italia montasse la bolla immobiliare. Ora non voglio dettagliare troppo questo “affascinante” argomento.

Basti pensare che la nostra classe digerente (Democratici di “sinistra” e Forza Italia in testa) fra il 2000 e il 2007, con la complicità dei mass media (ricordate quanto questi esaltavano le virtù del mattone, che il suo prezzo sarebbe sempre salito, e che chi stava in affitto e non si comprava casa era un allocco?)  ha permesso il formarsi di una bolla immobiliare assurda, gonfiata ad arte per arricchire costruttori (relazionati con il potere) e banchieri (con i bonus trimestrali), e ovviamente per arricchire i politici correlati, impoverendo chi ha, ingenuamente, acquistato casa a caro prezzo, pensando si sarebbe sempre rivalutata. (E’ un classico di tutte le bolle: si arricchiscono i furbi che hanno le informazioni corrette. Si impoveriscono gli altri).

In buona parte il collasso di sei banche (per ora) fra cui quella dell’Etruria e soprattutto la pop.di Vicenza e Veneto Banca, che hanno disintegrato i risparmi di centinaia di migliaia di italiani, è stato causato dalle stesse banche che hanno prestato denaro per acquistare immobili già sopravvalutati e spesso improduttivi, e i cui mutuatari non hanno a queste restituito i soldi.

Infatti ora i prezzi scendono anno su anno e, salvo crisi sistemiche (come la probabile e augurabile uscita dall’euro) che butteranno giù tutto in una volta i prezzi, permettendo d’altra parte una successiva risalita, scenderanno per almeno altri 10 anni, fino a riallinearsi alle medie storiche, come avviene per tutte le bolle in tutti i campi. Ovvero fino a un rapporto ragionevole fra stipendi e prezzi delle abitazioni.

Per inciso l’Italia è l’unico paese, fra quelli colpiti dalla bolla immobiliare, dove i prezzi delle case ancora non sono crollati come negli altri paesi: il crollo è stato frenato (e solo rimandato) dalle banche italiane, che non si possono permettere di aprire buchi nei loro bilanci.

Ma torniamo a efficienza energetica e bolla immobiliare.

Cosa è successo in Germania negli stessi anni?

(si; la stessa Germania i cui banchieri stanno distruggendo l’Italia grazie alla trappola dell’euro).

In questo e in paesi vicini una classe politica più illuminata della nostra (e ci vuole poco!) non ha incentivato i propri imprenditori e (cittadini in genere) a investire in immobili, bensì a investire in modi più innovativi e produttivi (non per niente in Germania non c’è praticamente stata bolla immobiliare).

Così gli imprenditori tedeschi non hanno comprato case e capannoni in quantità, ma hanno investito in innovazione (anche grazie ai tassi zero dati loro dall’euro, mentre i nostri imprenditori prendono il denaro in prestito con tassi da usura…)

E innovazione in Germania ha significato, fra i vari, progetti a basso impatto ambientale:

per esempio abitazioni con costi e consumi ridotti (fino ad arrivare a case passive a emissioni zero) grazie a tecnologie che integrano lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile (solare termico, fotovoltaico, biomassa, eolico ) con sistemi di risparmio ed efficienza energetica (microcogenerazione, isolanti naturali, tecniche di bioedilizia, recupero delle acque piovane, fitodepurazione, ) e con sistemi per la riduzione dei rifiuti.

Vogliamo ripetere cosa è successo invece in Italia?

Come anticipato, sinistra e destra hanno lasciato che tanti Italiani immobilizzassero per 20/30 anni i loro risparmi. (Risparmi che ora, per inciso, vengono facilmente trovati, e tosati con tasse sempre più alte sugli immobili, per ottemperare a tutti gli obblighi che ci impone l’unione europea).

E le banche italiane hanno sostenuto questo giochetto, prestando denaro per acquistare e, peggio, per costruire case in maniera tradizionale, senza innovazioni tecnologiche quali quelle descritte sopra.

E questo per almeno 2 motivi:

  1. I banchieri preferiscono business semplici, così come i politici (l’abbiamo già visto).
  2. Gli amici, costruttori, dei politici, ai quali prestare i soldi (soldi che nella quasi totalità non sono tornati alle banche! Tanto poi i debiti vengono ripianati dai contribuenti – vedi la banca del PD, il MPS) sanno anch’essi fare solo attività semplici.

Ovvero immobiliaristi come Luigi Zunino, che avevano l’unica prerogativa di sapersi “relazionare” adeguatamente, hanno ricevuto dalle banche finanziamenti immensi. Per fare cosa? Ma per fare la cosa più semplice, ovvero costruire case. Vuoi infatti mettere le difficoltà di attivare un’impresa magari ad alto tasso di innovazione come in Italia ci sarebbe bisogno? Macché! Costruire case invece perché le banche in primis volevano guadagni immediati. E soprattutto costruirle al costo più basso possibile, e quindi, e qui siamo al punto, senza dotarle di sistemi di risparmio energetico e di efficienza energetica! Tanto nessuno li obbligava!

Cosa hanno dunque fatto questi immobiliaristi?

Dopo aver pagato le stecche varie per avere i permessi, e per farsi dare i prestiti dai banchieriamicideipolitici, hanno prodotto enormi quantitativi di immobili

Perfino il misero obbligo di installare almeno 1 KW di fotovoltaico per ogni immobile nuovo è stato una presa in giro, montando i pannelli per arrivare a 1 KW senza poi collegarli alla rete, per risparmiare ancora di più sulla costruzione. Anche perché, se si devono pagare le stecche, poi non ci sono i soldi per altro che non sia l’indispensabile.

Riassumendo: miliardi di euro dati a questi improbabili immobiliaristi (Zaleski, Zunino, Ricucci ecc.) quasi tutti falliti, e che non hanno quindi restituito praticamente nulla alle banche.

E pensare che se le stesse banche avessero prestato denaro per esempio per far crescere i settori descritti sopra (quelli stimolati dalle politiche industriali in Germania), il ritorno dell’investimento (l’abbiamo visto ripetutamente) sarebbe stato matematico.

E i prestiti sarebbero dunque stati garantiti proprio dai ritorni economici dei progetti stessi, tramite i risparmi in bolletta

Ovvero sarebbero stati garantiti da continui flussi di cassa a copertura del debito contratto.

Meglio perciò di una semplice ipoteca, visto che ci sarebbe stato anche l’incremento di valore nel tempo dato appunto dal reddito aggiuntivo generato dalle misure prese per il risparmio energetico.

Abbiamo quindi descritto l’ennesimo errore di politica economica, monetaria e industriale fra i tanti pervicacemente commessi dalla nostra classe dirigente. Chi vuole conoscere altri errori, può leggersi i post precedenti.

E in realtà, ahinoi, fra efficienza energetica e bolla immobiliare in Italia non c’è alcuna correlazione.

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