5 miti sull'energia

5 miti sull’energia

Un ottimo giornalista, Marcello Foa, ci ha spiegato molto bene il discorso dei “frame”, che ci vengono installati nella mente tramite un uso sapiente dei mass media.

Caso classico è il frame riguardante l’euro. Ovvero senza alcun motivo logico (i fatti dimostrano ogni giorno di più il contrario) ci viene ripetuto quanto è importante avere l’euro.

Ecco quindi una lista di 5 miti, assolutamente falsi, propagati dai mass media sull’energia.

  1. Trivellare è necessario.

Ovvero devastare un paesaggio unico al mondo è necessario, per andare a sfruttare un piccolo giacimento davanti alle coste adriatiche, mentre non è necessario investire in rinnovabili.

      2.  Le centrali elettriche sono necessarie.

Questo viene affermato in particolare da aziende (e da mass media collegati a queste aziende), che hanno business miliardari focalizzati su vendita, dispacciamento, distribuzione di energia prodotta da centrali alimentate con fonti fossili.

I danni all’ambiente, le importazioni, i rischi geopolitici non vengono neanche più citati da mass media (se ne parlava di più qualche anno fa).

   

      3. Le fonti di energia rinnovabili costano.

Anche questo viene affermato in particolare da aziende (e da mass media collegati a queste aziende), che hanno business di miliardi euro anno focalizzati su vendita, dispacciamento e distribuzione. E le rinnovabili danno fastidio all’oligopolio da loro creato. Tanto questi pensano al breve, e non gli frega nulla se fra 100 anni la Terra sarà diventata inospitale per molti essere viventi.

       4. Le rinnovabili non si possono integrare e non si può stoccare l’energia in più.

No, no e no! Sono ormai disponibili tecnologie che facilitano sempre di più la distribuzione dell’energia da rinnovabili e lo stoccaggio. Tecnologie di certo ancora costose, ma i cui costi si abbassano con il progresso tecnologico, e che si abbasserebbero ancora di più se lo Stato cominciasse ad acquistarle. Ovvero potrebbero essere oggetto di investimenti pubblici, magari al posto dell’inutile TAV.

5. Ah! Dobbiamo seguire l’esempio dei paesi virtuosi.

Ma com’è che quando si tratta di competitività dobbiamo allinearci agli standard tedeschi (impossibili per noi da seguire, visto che abbiamo una struttura produttiva diversa, che va valorizzata con regole differenti), mentre per esempio per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili ci comportiamo in modo opposto?

In Germania l’incentivazione alle rinnovabili, compreso il fotovoltaico!, non è stata mai fermata, e vi vengono stanziate ogni anno il doppio delle risorse che in Italia (ove ormai si finanzia solo lo storico).

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